Il famoso parco rinascimentale di Bomarzo popolato di misteriose creature con cui Vicino Orsini amava stupire i suoi ospiti

Il Sacro Bosco di Bomarzo è uno dei luoghi più noti e suggestivi della Tuscia Viterbese. I lavori iniziati nel 1547, e poi prolungatisi per decenni, furono coordinati dal celebre architetto, pittore e antiquario Pirro Ligorio, lo stesso architetto a cui fu successivamente affidata la realizzazione di Villa d’Este a Tivoli. Il committente fu Pier Francesco Orsini, detto Vicino, figlio di Gian Corrado, già signore di Bomarzo. Vicino venne ispirato dall’opera Idea del Theatro di Giulio Camillo detto il Delminio. In questo libro, uscito postumo, dove vengono ripresi temi dalla tradizione cabalistica, dal neoplatonismo e dall’astrologia, risulta una sintesi del pensiero degli umanisti del ’500. L’obbiettivo finale era la costruzione di un teatro dove in maniera codificata fosse possibile acquisire una sorta di conoscenza universale.

Intrigato da questo concetto Vicino Orsini decise di trasporlo in un parco scultoreo dove il visitatore avrebbe di fatto potuto compiere un viaggio spirituale e di catarsi. Quindi all’interno del Sacro Bosco sono contenuti molti elementi visionari provenienti dall’Idea del Theatro di Giulio Camillo come altri riferimenti a persone contemporanee a Vicino Orsini tra cui il cardinal Madruzzo, Alessandro Farnese, Cosimo de’ Medici e la moglie scomparsa Giulia Farnese. Riguardo quest’ultima, a cui è dedicato il tempietto dove probabilmente è sepolta, è erronea l’interpretazione che per anni la pose al centro della stessa esistenza del Sacro Bosco. Nella realtà, infatti, morì successivamente all’inizio dei lavori. Questo equivoco nacque dal fatto che alla morte di Vicino Orsini il “Boschetto” come il Principe usava chiamarlo, cadde in uno stato di abbandono. Dopo secoli di incuria anche il suo stesso significato venne a mancare, fino a quando alcuni intellettuali all’inizio del secolo scorso tornarono ad interessarsene. Spicca tra questi Salvador Dalì che addirittura, probabilmente dopo aver visitato il Parco, prese ispirazione per alcune delle sue opere come La tentazione di Sant’Antonio. A testimonianza di ciò anche altri famosi parchi, vicini geograficamente, come La Scarzuola di Tomaso Buzzi, il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle e il Giardino di Daniel Spoerri, sono stati probabilmente ispirati dall’opera di Vicino. Nonostante questo rinnovato interesse si continuò a dare credito a letture erronee e fuorvianti dell’intero impianto.

Un recupero recente del significato originario del parco è merito dello storico dell’arte Antonio Rocca che, dopo anni di studi, è riuscito a ricollegare le opere e l’intero Bosco al libro di Giulio Camillo. Consigliamo quindi, prima di visitare il “Boschetto” di Vicino Orsini la lettura di Bomarzo: guida al Sacro Bosco di Antonio Rocca edito da Gangemi Editore.

Terme di Papi, Viterbo
Hotel Salus Terme, Viterbo
Therma Oasi, Viterbo

Orari

Il Parco è aperto tutti i giorni dell’anno con orario continuato.

Da novembre a febbraio: h 08.30 – 17.00
Da marzo a settembre: h 08.30 – 19.00
Ottobre: h 08.30 – 18.00

Il famoso parco rinascimentale di Bomarzo popolato di misteriose creature con cui Vicino Orsini amava stupire i suoi ospiti

Il Sacro Bosco di Bomarzo è uno dei luoghi più noti e suggestivi della Tuscia Viterbese. I lavori iniziati nel 1547, e poi prolungatisi per decenni, furono coordinati dal celebre architetto, pittore e antiquario Pirro Ligorio, lo stesso architetto a cui fu successivamente affidata la realizzazione di Villa d’Este a Tivoli. Il committente fu Pier Francesco Orsini, detto Vicino, figlio di Gian Corrado, già signore di Bomarzo. Vicino venne ispirato dall’opera Idea del Theatro di Giulio Camillo detto il Delminio. In questo libro, uscito postumo, dove vengono ripresi temi dalla tradizione cabalistica, dal neoplatonismo e dall’astrologia, risulta una sintesi del pensiero degli umanisti del ’500. L’obbiettivo finale era la costruzione di un teatro dove in maniera codificata fosse possibile acquisire una sorta di conoscenza universale.

Intrigato da questo concetto Vicino Orsini decise di trasporlo in un parco scultoreo dove il visitatore avrebbe di fatto potuto compiere un viaggio spirituale e di catarsi. Quindi all’interno del Sacro Bosco sono contenuti molti elementi visionari provenienti dall’Idea del Theatro di Giulio Camillo come altri riferimenti a persone contemporanee a Vicino Orsini tra cui il cardinal Madruzzo, Alessandro Farnese, Cosimo de’ Medici e la moglie scomparsa Giulia Farnese. Riguardo quest’ultima, a cui è dedicato il tempietto dove probabilmente è sepolta, è erronea l’interpretazione che per anni la pose al centro della stessa esistenza del Sacro Bosco. Nella realtà, infatti, morì successivamente all’inizio dei lavori. Questo equivoco nacque dal fatto che alla morte di Vicino Orsini il “Boschetto” come il Principe usava chiamarlo, cadde in uno stato di abbandono. Dopo secoli di incuria anche il suo stesso significato venne a mancare, fino a quando alcuni intellettuali all’inizio del secolo scorso tornarono ad interessarsene. Spicca tra questi Salvador Dalì che addirittura, probabilmente dopo aver visitato il Parco, prese ispirazione per alcune delle sue opere come La tentazione di Sant’Antonio. A testimonianza di ciò anche altri famosi parchi, vicini geograficamente, come La Scarzuola di Tomaso Buzzi, il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle e il Giardino di Daniel Spoerri, sono stati probabilmente ispirati dall’opera di Vicino. Nonostante questo rinnovato interesse si continuò a dare credito a letture erronee e fuorvianti dell’intero impianto.

Un recupero recente del significato originario del parco è merito dello storico dell’arte Antonio Rocca che, dopo anni di studi, è riuscito a ricollegare le opere e l’intero Bosco al libro di Giulio Camillo. Consigliamo quindi, prima di visitare il “Boschetto” di Vicino Orsini la lettura di Bomarzo: guida al Sacro Bosco di Antonio Rocca edito da Gangemi Editore.

Terme di Papi, Viterbo
Hotel Salus Terme, Viterbo
Therma Oasi, Viterbo

Orari

Il Parco è aperto tutti i giorni dell’anno con orario continuato.

Da novembre a febbraio: h 08.30 – 17.00
Da marzo a settembre: h 08.30 – 19.00
Ottobre: h 08.30 – 18.00